Sicurezza, Gruppi e Gestione del Rischio
03 . INFORMAZIONI PRATICHE
In alta montagna il rischio zero non esiste: le attività alpinistiche e scialpinistiche sono libere ed intrinsecamente esposte a variabili naturali.
La nostra filosofia non si basa sull’illusione di una sicurezza assoluta, ma sulla mitigazione e gestione attiva del rischio,
trasformando ogni salita in un percorso di consapevolezza e cordata condivisa.
Il Numero di Persone ogni Guida Alpina
Piccoli gruppi significano efficacia, snellezza, omogeneità e, soprattutto, una migliore gestione del rischio. Nei nostri programmi di sci alpinismo il numero di partecipanti è rigidamente limitato: non supera mai le 6 unità nei percorsi più facili, si attesta su una media di 3 o 4 persone nei corsi intermedi e scende a un rapporto di 1 a 1 per gli itinerari d’alta quota e i livelli tecnici più elevati.
Questa scelta è dettata da precise esigenze di sicurezza sul terreno. Un gruppo ridotto è agile e riduce drasticamente i parametri critici: i sovraccarichi sul manto nevoso, i tempi di progressione su creste in cordata o le manovre di calata e corda doppia. Inoltre, a livello didattico, un numero ristretto permette alla Guida Alpina di seguire ogni singola persona in base alle sue capacità e ai suoi ritmi, garantendo comunicazioni dirette, immediate e prive di intermediari. Crediamo fermamente che sia preferibile un gruppo di otto persone guidato da due professionisti rispetto a un gruppo di sei affidato a una sola guida. Il costo di piccoli gruppi è superiore, ma la mitigazione del rischio e l’efficacia formativa ripagano ampiamente l’investimento.
Rischi e Responsabilità in Montagna
Qualsiasi attività svolta in ambiente montano conserva un margine di pericolo ineliminabile, legato alla sua dimensione naturalistica. La Guida Alpina non è immune da questo rischio, ma agisce come un professionista abilitato a mitigarne gli effetti attraverso l’applicazione dello stato dell’arte delle tecniche alpinistiche.
Il livello di rischio accettabile varia da persona a persona ed è strettamente condizionato dagli obiettivi: un lungo raid scialpinistico in luoghi isolati pone la soglia di tolleranza inevitabilmente più in alto rispetto a una breve gita giornaliera. Il livello di rischio che noi come professionisti siamo disposti ad accettare è molto basso, poiché lavoriamo quotidianamente in questo ambiente e la tutela della vita umana impone il massimo rigore. Se riteniamo che le condizioni meteo-nivologiche o ambientali superino le soglie di sicurezza, adotteremo ogni misura necessaria, fino all’eventuale variazione di percorso o all’annullamento dell’attività. Se avverti che la tua personale tolleranza al rischio è inferiore a quella della guida, è fondamentale comunicarlo apertamente prima di partire per valutare insieme le decisioni.
Il Nostro Quadro Normativo di Riferimento
In piena conformità con le delibere del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane in materia di mitigazione del rischio in montagna (ai sensi della Legge n. 6 del 1989), la nostra scuola adotta un protocollo rigido suddiviso in quattro fasi operative fondamentali:
- Fase 1. Individuazione dei Pericoli: Analisi sistematica condotta a casa (su cartografia e bollettini), sul posto (osservazione visiva) e lungo il percorso, isolando le cause ambientali, umane, tecniche ed organizzative.
- Fase 2. Valutazione e Matrice di Proteggibilità: Ponderazione accurata tra l’effettiva consistenza del pericolo sul terreno e l’efficacia delle misure di protezione disponibili per quello specifico itinerario.
- Fase 3. Scelta delle Misure di Protezione: Selezione delle migliori strategie operative derivanti dallo stato dell’arte della professione per ridurre quantitativamente e qualitativamente il rischio sul campo.
- Fase 4. Il Briefing Condiviso: Il momento chiave che segna il passaggio dal vecchio paradigma “la guida fa tutto” al moderno modello editoriale in cui la guida e il cliente costituiscono una cordata unita. Prima di iniziare, ogni partecipante viene informato sulle difficoltà, l’impegno fisico e l’attrezzatura, e ha il dovere di segnalare le proprie condizioni psico-fisiche alla guida.
Nessun componente della cordata — incluse le Guide Alpine — deve mai essere sottoposto a pressioni esterne per assumere rischi ritenuti inaccettabili. La sicurezza è una responsabilità condivisa che si fonda sul rispetto reciproco e sull’ascolto attento della montagna.
Scuola di Scialpinismo
Dal 1986, l’arte dell’alto alpinismo intesa come formazione, cultura e rispetto assoluto per la montagna.
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